Repubblica Democratica del Congo: una crisi senza tregua tra guerra e catastrofi naturali

da | Mag 14, 2025 | Articolo

1. Panoramica della crisi in Congo

La Repubblica Democratica del Congo si trova oggi al centro di una delle crisi umanitarie più gravi e trascurate a livello globale. L’area orientale della RDC, tra il Nord e il Sud Kivu, è ormai divenuta teatro di conflitti incessanti, legati alla presenza di gruppi armati e alle lotte per il controllo delle risorse naturali. In seguito a un decennio di apparente tregua, i ribelli delle milizie M23 (di cui abbiamo già parlato qui) sono riusciti a ottenere l’effettivo controllo della regione a inizio 2025. In questo contesto, stime ONU parlano di circa 400.000 nuovi sfollati causati dagli scontri degli ultimi mesi (il numero totale nella regione sarebbe così salito a 4,6 milioni di persone), circa 3000 feriti e poco meno di 1000 morti.

Tuttavia, alla violenza dei conflitti si somma anche una crescente esposizione a disastri naturali sempre più frequenti e distruttivi. Il Paese è infatti esposto a un ampio spettro di calamità ambientali, tra cui eruzioni vulcaniche, terremoti, inondazioni devastanti e periodi di siccità sempre più prolungati, con effetti diretti sulla sicurezza alimentare, sulla salute pubblica e sull’accesso ai servizi essenziali. Le infrastrutture inadeguate e la scarsità di risorse rendono la popolazione particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico e delle catastrofi ambientali, aggravando una crisi già fuori controllo. In questo scenario drammatico, la carenza di risorse e sostegno internazionale adeguato non fa che acuire le sofferenze quotidiane di milioni di congolesi, rendendo urgente un intervento coordinato e strutturale per proteggere i più vulnerabili e ripristinare condizioni minime di dignità e sicurezza.

 

2. Una devastante crisi umanitaria

L’attuale conflitto con le milizie armate filo-ruandesi M23 ha aggravato una crisi umanitaria già particolarmente complessa, marcando l’inizio di un’emergenza mai vista nella storia recente del Paese. Le agenzie delle Nazioni Unite stimano che oltre 27 milioni di persone nella RDC necessitino di aiuti umanitari urgenti, mentre gli sfollati interni superano i 6,9 milioni[2]. Nelle città di Goma e Bukavu, migliaia di famiglie vivono ormai in condizioni di estrema precarietà, spesso costrette ad abbandonare le proprie case per scappare delle truppe M23. Tra le svariate forme di violenza esercitate dalle milizie filo-ruandesi, le più comuni sono le esecuzioni sommarie, gli stupri di massa, le violenze contro i bambini e gli arruolamenti forzati di minori. In questo contesto, il primo trimestre del 2025 ha registrato un incremento del 100% nelle gravi violazioni documentate rispetto allo stesso periodo del 2024[3]. Particolarmente allarmante è poi il livello di violenza contro i minori: questi ultimi costituiscono circa il 40% delle vittime di stupro tra gennaio e febbraio 2025, mentre i casi di rapimento di bambini sono aumentati di circa sei volte tra dicembre 2024 e febbraio 2025[4] rispetto alle stime dell’anno precedente.

 

Internal displacements by conflict[5]

 

In particolare, secondo stime UNICEF[6], da gennaio 2025 oltre un milione di persone (tra cui circa 400.000 bambini) sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, a causa delle violenze nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Questi ultimi si aggiungono ai più di cinque milioni di individui che già vivevano in campi per sfollati interni nella regione.

Senza un cambiamento radicale nell’approccio internazionale, il conflitto rischia di protrarsi indefinitamente, con conseguenze devastanti per la popolazione congolese. Ad oggi, l’attività diplomatica della comunità internazionale, particolarmente frammentata, ha impedito la creazione di un solido percorso negoziale e umanitario efficace, lasciando le popolazioni civili in balia della violenza di forze armate[7]. In questo contesto, le condizioni dei campi per sfollati, già al limite della precarietà, continuano a deteriorarsi, provocando carenza non solo di cibo e acqua potabile, ma anche di servizi sanitari di prima necessità[8]. Queste condizioni di estremo disagio favoriscono, inoltre, la diffusione di malattie come il vaiolo delle scimmie, di cui la RDC rimane l’epicentro[9].

È evidente, dunque, che senza un sostanziale intervento di larga scala che affronti le cause tanto strutturali quanto ideologiche del conflitto, la crisi rischia di minacciare la stabilità dell’intera regione dei Grandi Laghi.

 

3. La crisi climatica

In aggiunta alla crisi geopolitica, la Repubblica Democratica del Congo è anche estremamente vulnerabile a una serie di disastri naturali, tra cui eruzioni vulcaniche, terremoti, inondazioni e siccità, aggravati dalla mancanza di infrastrutture adeguate[10]. In particolare, a partire da novembre 2023, piogge torrenziali hanno provocato gravi inondazioni in diverse province del Paese, tra cui Kinshasa e il Sud Kivu. Nella provincia di Fizi, oltre 8000 persone sono state colpite, con circa 1400 abitazioni distrutte e numerose scuole danneggiate[11]. Le infrastrutture hanno subito danni ingenti, con strade inaccessibili e ponti crollati che hanno limitato gravemente l’accesso ai servizi essenziali, quali ospedali e strutture di pronto intervento sociale.

Le inondazioni hanno avuto un impatto significativo anche sulla situazione sanitaria, peggiorandola ulteriormente. L’utilizzo di acqua non trattata e le condizioni igienico-sanitarie precarie hanno infatti aumentato il rischio di malattie infettive e disturbi gastrointestinali[12]. In questo scenario, le donne e i bambini risultano essere i più vulnerabili. A causa del limitato accesso alle informazioni e delle profonde disuguaglianze sociali, infatti, le donne spesso riescono a lasciare le zone a rischio solo in ritardo, esponendosi così a pericoli sia fisici che psicologici[13].

 

Inondazione a Kinshasa[14]

 

Oltre al costante rischio inondazioni, anche l’attività vulcanica continua a rappresentare una seria minaccia per le regioni orientali del Paese. A seguito dell’eruzione del 22 maggio 2021 del Monte Nyiragongo[15], uno dei vulcani più pericolosi al mondo, i flussi di lava hanno raggiunto le periferie della città di Goma, distruggendo abitazioni, scuole e il principale serbatoio idrico cittadino. Un’eruzione precedente, nel 2002, aveva avuto conseguenze analogamente devastanti, ricoprendo il 13% della superficie urbana e distruggendo circa l’80% dell’economia locale[16].

Sebbene il governo, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, stia lavorando alla prima politica nazionale per la riduzione del rischio di disastri, i progressi restano limitati. La Strategia di Riduzione della Povertà del 2013 include la gestione del rischio e l’adattamento climatico tra i suoi pilastri principali, ma al momento non esiste un meccanismo affidabile per monitorare o destinare risorse nazionali specifiche alla preparazione e alla risposta ai disastri[17].

 

4. L’impegno di Magic Amor

La situazione di emergenza umanitaria in RDC, causata dalle mire espansionistiche economiche di attori militari ostili e dalla presenza di sostanziali rischi ambientali, necessita di un impegno costante di tutta la società civile. In questo ambito, Magic Amor si distingue da oltre 20 anni per la sua dedizione tangibile alla protezione della popolazione congolese: tra i numerosi bambini accolti nella Maison des Enfants San Marcello, offriamo cure e solide prospettive future anche ad alcuni orfani provenienti dalle zone colpite dal conflitto con le milizie M23, usando le nostre risorse per mitigare le conseguenze disastrose della guerra nei confronti di bambini costretti a vivere in situazioni di estrema vulnerabilità, tra sfruttamento e abusi sistematici. Portiamo avanti tale missione nel nostro centro polivalente situato a Kimbuta, quartiere nella periferia di Kinshasa, composto dalla scuola primaria e secondaria Rocco Campagna, dall’ambulatorio Antonino Nicolosi e dall’orfanotrofio Maison des Enfants San Marcello. Abbiamo formato più di 15.000 bambini nelle nostre strutture scolastiche e offerto assistenza sanitaria a più di 39.600 persone.

Scopri di più sugli obiettivi e i valori di Magic Amor e su come diventare membro della nostra grande famiglia visitando il sito www.magicamor.org. Sostieni la nostra missione e aiutaci a costruire un futuro di pace per la RDC. Ogni contributo, non importa di quali dimensioni, può essere il primo passo verso un futuro migliore.

Antonino Enrico Repaci

 

[1] ISS Africa. (2023). Fonds ” pertes et dommages “ : Une urgence face aux inondations en RDC et au Rwanda. https://issafrica.org/fr/iss-today/fonds-pertes-et-dommages-une-urgence-face-aux-inondations-en-rdc-et-au-rwanda

[2] Lawal, S. (2023, February 21). A guide to the decades-long conflict in DR Congo. Al Jazeera. https://www.aljazeera.com/news/2024/2/21/a-guide-to-the-decades-long-conflict-in-dr-congo

[3] UNICEF. (2025, April 17). R. D. Del Congo, Milioni di Bambini a Rischio; l’intensificarsi delle violenze ha creato Una delle Peggiori Crisi Umanitarie al Mondo. UNICEF – per ognibambino. https://www.unicef.it/media/rd-congo-milioni-di-bambini-a-rischio-l-intensificarsi-delle-violenze-ha-creato-una-delle-peggiori-crisi-umanitarie-al-mondo/

[4] UNICEF. (2025, April 17). R. D. Del Congo, Milioni di Bambini a Rischio; l’intensificarsi delle violenze ha creato Una delle Peggiori Crisi Umanitarie al Mondo. UNICEF – per ognibambino. https://www.unicef.it/media/rd-congo-milioni-di-bambini-a-rischio-l-intensificarsi-delle-violenze-ha-creato-una-delle-peggiori-crisi-umanitarie-al-mondo/

[5] Uebersax, D. (2024, September 23). M23 conflict caused nearly 3 out of every 4 displacements in the DRC this year. IDMC – Internal Displacement Monitoring Centre. https://www.internal-displacement.org/expert-analysis/m23-conflict-caused-nearly-3-out-of-every-4-displacements-in-the-drc-this-year/

[6] UNICEF. (2025, April 17). R. D. Del Congo, Milioni di Bambini a Rischio; l’intensificarsi delle violenze ha creato Una delle Peggiori Crisi Umanitarie al Mondo. UNICEF – per ognibambino. https://www.unicef.it/media/rd-congo-milioni-di-bambini-a-rischio-l-intensificarsi-delle-violenze-ha-creato-una-delle-peggiori-crisi-umanitarie-al-mondo/

[7] Asadu, C. (2025, February 18). Why have Rwanda-backed rebels seized 2 Congolese cities and is there an end in sight?. AP News. https://apnews.com/article/congo-m23-rebels-rwanda-explainer-ba862f76078ab0a4fcd24502612ab602

[8] European Commission. (2020). Democratic Republic of the Congo. European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations. https://civil-protection-humanitarian-aid.ec.europa.eu/where/africa/democratic-republic-congo_en?

[9] UNICEF. (2025, April 17). R. D. Del Congo, Milioni di Bambini a Rischio; l’intensificarsi delle violenze ha creato Una delle Peggiori Crisi Umanitarie al Mondo. UNICEF – per ognibambino. https://www.unicef.it/media/rd-congo-milioni-di-bambini-a-rischio-l-intensificarsi-delle-violenze-ha-creato-una-delle-peggiori-crisi-umanitarie-al-mondo/

[10] The World Bank. (2012). République démocratique du Congo. GFDRR.

[11] Humanitarian Coalition. (2024, March 1). Floods in the Democratic Republic of the Congo.

[12] Humanitarian Coalition. (2024, March 1). Floods in the Democratic Republic of the Congo.

[13] Humanitarian Coalition. (2024, March 1). Floods in the Democratic Republic of the Congo.

[14] The Guardian. (2024, February 2). DRC’s worst floods in decades leave tens of thousands in temporary shelter. https://www.theguardian.com/global-development/2024/feb/02/drc-worst-floods-in-decades-leave-tens-of-thousands-in-temporary-shelter

[15] UNICEF. (2021, July 8). Nyiragongo Volcano Eruption: The aftermath. https://www.unicef.org/drcongo/en/stories/nyiragongo-volcano-eruption-the-aftermath

[16] UNICEF. (2021, July 8). Nyiragongo Volcano Eruption: The aftermath. https://www.unicef.org/drcongo/en/stories/nyiragongo-volcano-eruption-the-aftermath

[17] The World Bank. (2012). République démocratique du Congo. GFDRR.

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