LINKS

» In ricordo di Sergio Cagiotto
» Romaphotoshop
» Stati Generali della Solidarietà e Cooperazione Internazionale

NEWS

Partecipa alla Pizza Solidale il prossimo 30 ottobre!

Le foto dell''ultimo viaggio in Africa (giugno 2008)


Precedenti editoriali

Home Page

visitatori dal 29 aprile 2008

Nuovo evento: Pizza Solidale a "La Villetta" il 30 ottobre 2008 - scopri i dettagli nella locandina

Roma, 25 luglio 2008

Congo : 11 giugno-5 luglio 2008 - Tre settimane lunghe …. un anno …

Tre settimane … a volte passano e neanche ce ne rendiamo conto, guardandoci indietro diciamo “ come vola il tempo”. Succede perché siamo presi da mille attività e occupazioni che però non lasciano il segno nella nostra vita, così i giorni sembrano volare, ci lasciano uguali a quelli che già siamo … Queste tre settimane in Congo non ci hanno lasciati uguali, ogni istante, ogni momento è stato importante, ci ha portato delle emozioni ( perlopiù positive), che vogliamo condividere con voi, attraverso una piccola auto- intervista che ripercorre i momenti importanti del nostro viaggio.

Quale è stato secondo te il momento più importante di questo viaggio?

Piera - Di momenti significativi ce ne sono stati molti, particolarmente intensi sono stati gli incontri con i bambini nelle scuole che abbiamo visitato. Ci siamo sentiti veramente in sintonia con loro, con i maestri e con tutta la popolazione dei villaggi. Sul piano personale un momento emotivamente coinvolgente è stato ritrovare Sergio sulla targa a lui dedicata.

Carla - Difficile dirlo … Forse il taglio del nastro nel luogo dove verrà costruita la scuola secondaria. Questo momento ha contenuto in se sia il passato, perché siamo arrivati alla conclusione del ciclo della scuola primaria, sia il futuro, perché rappresenta la continuità formativa nella scuola secondaria, già riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione congolese, nella prospettiva dell’innalzamento della cultura del territorio.

Nzumbu - Il momento più importante di questo viaggio è stato il giorno 21 giugno dalle ore 7,00 alle ore 12,30, quando 285 alunni affrontavano l’esame di ammissione alla scuola media. Su 600 alunni della seconda elementare, anno scolastico 2003-2004, ben 285 finivano la sesta elementare per iniziare la prima media ( 2008-2009). Poi la festa del 23 giugno a Mbeti e quella del 28 giugno a Taliba per i finalisti che inizieranno la scuola media il 2 settembre 2008.

Cosa pensi dei ragazzi che si sono diplomati quest’anno?

Piera - Sono stata contagiata dalla loro gioia ed allegria, derivante dalla soddisfazione di aver concluso con successo il primo ciclo di studi. Sei anni di scuola li hanno visti crescere oltre che sul piano fisico e psichico anche su quello culturale.

Carla - Il giorno della festa non li avevo riconosciuti, così diversi da quelli del giorno precedente, timidi ed emozionati per l’esame; così diversi dai bambini poveri e scalzi che cinque anni fa avevamo strappato ad un futuro di analfabetismo. Tutti fieri e ben vestiti erano i protagonisti della festa, del riscatto culturale, del loro primo diploma. Pieni di speranza per il futuro, c’è chi, senza falsi pudori, sogna di fare il ministro…

Nzumbu - Anche se non posso pretendere dai ragazzi che si sono diplomati quest’anno più del loro livello, avrei voluto vedere questi ragazzi adeguarsi alle mie aspettative. Ma è la prima promozione ed i maestri sono responsabili di alcune lacune. I risultati massimi si vedranno forse tra 30-40-50 anni.

Cosa ti ha colpito di più dei villaggi?

Piera - Ritrovarli come li avevo immaginati, essenziali ma ricchi di vita, ben collocati in una natura lussureggiante, con un gran numero di bambini, alberi e verde in abbondanza, tanti animali domestici.

Carla - Anche dopo averli visti più volte mi colpisce sempre la semplicità della vita, le tante pance delle mamme, i tanti bambini; lo scorrere del tempo scandito dal ritmo naturale della giornata; il vivere giorno per giorno, debolezza e risorsa al tempo stesso, come in tutta l’africa nera.

Nzumbu - I villaggi hanno capito il valore che noi dell’associazione diamo alla formazione dei ragazzi. Secondo me sono coinvolti e si sentono protagonisti in prima persona di quel seme che i membri fondatori hanno gettato, cercando la collaborazione con la gente del villaggi., vero motore della cultura dello sviluppo.

Descrivi i momenti in cui hai cercato di trasmettere qualcosa, per esempio il momento delle “ conferenze”…

Piera - E’ stato emozionante condividere con le persone che partecipavano alle conferenze i contenuti che volevamo trasmettere. Temevo di proporre soluzioni scarsamente attuabili o calate dall’alto. Non so che cosa io abbia lasciato loro ma certamente sono state una occasione di comunicazione e di scambio che mi hanno arricchita.

Carla - Una lavagna, alcuni gessi, il caldo torrido e la folla non mi hanno impedito di comunicare con le persone. La cosa più importante era la voglia di comprendere. Le tante domande per capire come scegliere di avere un bambino e non considerarlo una fatalità in un posto dove le ragazze si sposano a 16-18 anni e la natura fa il suo corso fino a 45 ( le famiglie hanno anche 10-15 figli, e immaginiamo i poligami …). L’umiltà di riconoscere come sbagliata la distruzione sistematica della foresta per farne campi sempre nuovi, mi auguro si trasformi in un radicale cambiamento di gestione delle risorse del territorio.

Nzumbu - Le conferenze sono state per me momenti indimenticabili, vista l’alta partecipazione della gente ( donne e uomini)a questi incontri. Attenta ai temi di igiene e salute, paternità e maternità responsabile e agricoltura a rotazione, la gente comincia a capire se stessa, dove sta e che cosa deve fare per il futuro dei figli, il futuro della nazione. Alla fine di ogni conferenza si formavano sempre tre commissioni locali per dare continuità ai temi trattati.

Le nostre scuole, i nostri bambini, i nostri maestri … come te li aspettavi, come li hai trovati?

Piera - Nel mio immaginario non me ne aspettavo così tanti e, soprattutto, non li intravedevo provvisti di quella enorme vitalità ed allegria, voglia di conoscere ed apprendere che mi hanno piacevolmente sorpreso. I maestri sembrano molto impegnati, il loro compito non è semplice e richiede uno sforzo notevole anche perché le classi, secondo i nostri canoni, sono molto numerose.

Carla - Ci torno ogni anno ed ogni anno rimango contenta per qualcosa, insoddisfatta per qualcos’altro. Le scuole hanno bisogno di un po’ di manutenzione, i maestri di aggiornamento, i bambini devono migliorare ulteriormente il loro livello. Ma la vita pulsa nelle nostre classi, c‘è allegria, voglia di apprendere: quello che stiamo facendo è una esperienza unica in Equatore; i libri sono dappertutto ed i bambini hanno l’opportunità di vedere rispettati i loro diritti.

Nzumbu - Dalle nostre scuole, i nostri bambini, i nostri maestri mi aspettavo di più. Li ho trovato ad un livello medio, mi auguro che questo livello diventi presto alto.

Il progetto “ Thérèse, Piano di prevenzione per i danni solari negli albini”, come si è svolto, quali speranze e prospettive per il futuro?

Piera - E’ stata una iniziativa lodevole sia per la prevenzione dei danni solari ma soprattutto per l’opportunità fornita di creare un dialogo che favorisca la piena integrazione degli albini nella società congolese con il superamento dei pregiudizi di cui sono spesso oggetto.

Carla - Abbiamo incontrato molti albini in vari villaggi e nella città di Gemena. I bimbi, alcuni timidi, altri più coraggiosi.. I genitori a volte talmente inconsapevoli dei rischi che corrono i loro figli da farli riempire di piaghe ed ustioni. Gli albini di città , capaci di parlare anche delle problematiche psicologiche e della discriminazione di cui sono vittime. Radio libertà di Gemena che ha intervistato me in Francese e Nzumbu in Lingala, sul problema dell’albinismo, sulla prevenzione dei danni solari e sull’integrazione degli albini.

Nzumbu - Il progetto “Thérèse” è stato il progetto che ha superato le mie aspettative. Accanto alle scuole, alle adozioni, alle conferenze, questo progetto ha suscitato molto interesse sia da parte degli albini e dei loro genitori che dalla gente comune. Vale la pena metter l’accento su questi piccoli passi che, un domani, saranno passi giganti.

La situazione generale in Equatore ( nord-ovest del Congo), quali prospettive per il futuro, quali speranze, quali progetti da poter integrare o intraprendere?

Piera - Per il progetto di Magic Amor nutro grandi speranze. Del resto molti risultati sono già stati ottenuti in pochi anni di attività e la dedizione, l’entusiasmo e la pazienza di Carla e Nzumbu non conoscono limiti. Vorrei invece essere più ottimista per quanto riguarda la situazione generale che, per migliorare, deve necessariamente coinvolgere la classe politica e gli amministratori locali con scelte importanti per lo sviluppo della provincia, ad esempio la manutenzione delle vie di comunicazione, l’accesso all’acqua potabile, l’assistenza sanitaria di base per tutti i cittadini e, non ultimo, garantire il diritto allo studio per tutti i bambini come del resto è previsto dalla nuova carta costituzionale del Paese.

Carla – La situazione generale in Equatore appare migliorata rispetto al periodo dell’immediato dopoguerra. I contadini riescono a vendere meglio i loro prodotti perché i commercianti sono di più e Kinshasa ha una popolazione di 10.000.000 di abitanti che devono mangiare … hanno cibo da mangiare e da vendere, ma l’esplosione demografica e il degrado del territorio dovuto allo sfruttamento agricolo e a quello delle multinazionali del legno potrebbero mettere a repentaglio questo periodo di miglioramento delle condizioni di vita. L’accesso alla Salute è ancora un lusso, chi nasce con una malformazione è destinato a restare con essa tutta la vita, così come chi acquisisce una patologia, che non sia appendicite o ernia ( quasi gli unici interventi praticati). Bisogna lavorare sulla formazione dei medici e dei chirurghi locali, cercando di allestire un polo chirurgico e invitando chirurghi italiani ad operare ed insegnare. Bisogna cercare borse di studio per migliorare la preparazione degli insegnanti e dei professori, mandandoli a studiare nell’università di Kinshasa. Bisogna coinvolgere e sensibilizzare il governo congolese e le istituzioni internazionali a guardare i problemi del Congo nella prospettiva della salvaguardia dell’ambiente e del rispetto dei diritti umani.

Nzumbu - In Equatore la situazione generale rimane di emergenza. Le prospettive per il futuro, le speranze ed i progetti da integrare o intraprendere devono coinvolgere gli anziani, i genitori ed i ragazzi per una buona comprensione tra queste tre generazioni. Saper coinvolgere tutte le tre generazioni per andare avanti, ponendo l’accento sul futuro della nazione che risiede sui bambini, sui giovani, anima dello sviluppo. Ci aspettiamo l’impegno di tutti gli amici, per aiutare questa gente a capire se stessa e a proiettare il proprio futuro nel tempo.