Le tre grandi guerre della Repubblica Democratica del Congo: analisi delle conseguenze sociosanitarie e del ruolo di Magic Amor

da | Dic 6, 2023 | Attualità

1. Introduzione

La Repubblica Democratica del Congo (RDC) è uno Stato che ha sperimentato, nel corso degli ultimi decenni, diversi conflitti armati, non solamente tra gruppi etnici locali, ma anche tra il suo governo centrale e i Paesi limitrofi. Nel secondo caso, la sicurezza della RDC è stata soventemente minacciata da milizie provenienti dagli Stati confinanti. L’inizio dell’epoca delle grandi guerre risale al luglio 1994. In Ruanda, la presa di potere degli Hutu aveva dato il via a un processo di pulizia etnica nei confronti dei Tutsi, culminato in un genocidio. Queste misure di repressione violenta avevano come bersaglio anche gli Hutu liberali, coloro che, essendo per natura moderati, avevano preso le difese dei Tutsi e cercato di raggiungere un compromesso non violento di cui l’intero Paese potesse beneficiare.

 

Nel tentativo di sopravvivere, entrambi i gruppi minacciati hanno cominciato a fuggire dal Ruanda verso la Repubblica Democratica del Congo, dove si sono stanziati circa 200.000 rifugiati. Coloro che sono riusciti a raggiungere la RDC hanno popolato le regioni orientali del Paese, nello specifico il Nord e Sud Kivu. Queste regioni erano già abitate dai Banyamulenge, una tribù verosimilmente di origine ruandese arrivata in un periodo antecedente. Esiste un grande dibattito sulla presenza dei Banyamulenge in RDC. Alcune scuole di pensiero nazionaliste ritengono che siano semplicemente rifugiati proveniente dal Ruanda. Altri osservatori e accademici, invece, ritengono che siano un gruppo etnico stanziatosi in Congo centinaia di anni fa.

È stato dapprima questo incontro tra i Banyamulenge e i rifugiati Tutsi e Hutu liberali che ha creato le condizioni per lo scoppio del primo grande conflitto congolese, poi esacerbato da una leadership centrale fragile e incapace di instaurare un dialogo con i gruppi militari creatisi nel Kivu.

 

2. La prima guerra del Congo (24 ottobre 1996 – 17 maggio 1997)

L’8 ottobre 1996 il governo del Sud Kivu dell’epoca aveva ordinato che i Banyamulenge lasciassero la regione. In risposta, i Banyamulenge hanno creato una milizia di autodifesa, ma essendo minoritari rispetto alle forze militari regionali, si sono uniti all’Armée Patriotique Rwandaise (APR) originariamente fondata dagli Hutu liberali e dai Tutsi con lo scopo di liberare il Ruanda dagli Hutu conservatori. L’intento dei Banyamulenge e dell’APR diventa quello di combattere congiuntamente le autorità Congolesi. In cambio del supporto dell’APR, i Banyamulenge promisero agli Hutu liberali e ai Tutsi di poter rimanere in RDC.  Il problema più serio era l’incapacità della milizia di prevalere sulle coscienze degli abitanti autoctoni del Kivu. Solamente grazie alla mediazione di Laurent Kabila, politico congolese che propose ai due gruppi di creare un’allenza che godesse anche del supporto popolare, l’APR e i Banyamulenge furono capaci di affrontare l’esercito nazionale. È necessario sottolineare come Mobutu, gravemente malato di cancro, fosse incapace di gestire l’esercito, anche se aiutato dal suo braccio destro, il generale Mayele. Queste circostanze resero la vittoria di Kabila facilmente ottenibile.

 

Ribelli congolesi controllano area del Nord-Kivu. Al Jazeera English

Ribelli congolesi controllano area del Nord-Kivu. Al Jazeera English

 

L’Alleanza delle Forze Democratiche per la Liberazione dello Zaire (AFDL), nata dall’unione di Kabila con i Banyamulenge e l’APR, formatasi il 10 ottobre 1996, arriva a Kinshasa il 17 maggio del 1997, la conquista e determina la fine della seconda Repubblica Congolese. La guerra conta un totale di circa 200.000 morti.

 

3. La seconda guerra del Congo (2 Agosto 1998 – 30 Giugno 2003)

La seconda guerra del Congo è durata esattamente quattro anni, 10 mesi e 21 giorni, ed è soprannominata “prima guerra regionale africana” in quanto ha coinvolto ben nove Paesi.

L’origine della guerra è complessa: Kabila, per salire al potere dopo la prima guerra del Congo aveva siglato un accordo con l’APR: quest’ultima avrebbe ottenuto degli appezzamenti di terreno in cambio del supporto a Kabila contro Mobutu. Quando egli sale effettivamente al potere, viene meno ai patti stretti con gli Hutu liberali e i rifugiati Tutsi, i quali si ribellano e affidandosi a milizie parastatali dell’Uganda, del Burundi e della RDC stessa, come le RCD o gli MLC, cercano di rovesciare il governo di Kabila.

 

Esercito regolare della RDC. Author: Enough Project

Esercito regolare della RDC. Author: Enough Project

 

Il 23 Agosto 2003, i ribelli dell’AFDL si sono infiltrati a Kinshasa, che non ha capitolato grazie alla strenua autodifesa dei suoi abitanti.

Gli accordi di pace che sanciscono la fine del conflitto sono due: il primo, l’accordo di pace a Lusaka del 1999, fallisce; il secondo, siglato a Pretoria, in Sudafrica, il 20 giugno del 2002, spinge definitivamente i paesi che supportavano i miliziani a ritirarsi. È importante sottolineare come alcuni “vicini” della RDC hanno difeso Kabila durante la guerra: Angola, Namibia, Zimbabwe e Chad.

La seconda guerra del Congo ha mietuto 183 000 morti e quattro milioni e mezzo ulteriori vittime causate dalle malattie e dalla carestia che si sono diffuse come conseguenze della guerra.  

 

4. La guerra del Kivu (2004 – giorni nostri)

Dal 2004 a oggi, il governo di Kinshasa si trova a fronteggiare gruppi militari che minacciano la stabilità del Paese nelle regioni dell’Est, prime fra tutti l’M23, che dal 2012, dopo la sconfitta delle Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda (FDLR) nel 2009, sono diventate il primo nemico del governo nazionale. Quest’ultimo conflitto ha dilaniato la società congolese, causando sei milioni di sfollati e diversi milioni di morti. Nonostante gli abitanti della RDC non abbiano perso la fiducia nel trovare una soluzione, questa sembra ancora lontana e la comunità internazionale non ha ancora agito in maniera concreta per frenare l’M23.

Forze di pace delle Nazioni Unite. Author: MONUSCO

Forze di pace delle Nazioni Unite. Author: MONUSCO

 

5. Le voci degli esperti: conseguenze sociali e sanitarie

Secondo il Dottor Germain Kayembe, che rappresenta la ONG Simaneni Africa (letteralmente “prendersi cura e aiutare l’Africa a rialzarsi”), le donne e i bambini sono i gruppi sociali che hanno risentito maggiormente della guerra in Kivu. Infatti, le violenze a sfondo sessuale sono frequenti e anche rimanere orfani è una triste realtà. Simameni Africa ha sede a Goma, il capoluogo del Nord Kivu. Il Dottor Kayembe ha sottolineato come il Congo viva in uno stato permanente di guerra da due decadi. Goma è diventata il rifugio dell’M23 per gli abitanti del Kivu, dato che, nei villaggi al centro dei combattimenti, non ci sono alloggi ma anche l’elettricità, il cibo e l’acqua potabile sono pressoché irreperibili. Simameni Africa si è dunque presa carico di 100 donne e 50 orfani (adolescenti di età compresa tra i 10 e i 17 anni) a fronte di centinaia di migliaia di persone sfollate. La situazione è molto difficile per queste persone e nelle parole di Germain, il primo modo per guardare al futuro con ottimismo “richiede che la situazione venga accettata responsabilmente, sensibilizzando la gente”. Simameni Africa prova anche a sfruttare la natura del territorio per dare delle opportunità di lavori agricoli agli abitanti della regione del Kivu; essendo una regione vulcanica, la ONG vorrebbe ricreare delle colture di patate e fagioli, oltre che contribuire, come sta già facendo, alla distribuzione di indumenti e beni di prima necessità.

Anche l’associazione per la prevenzione delle malattie (AMPM) fa eco al dottor Kayembe, tramite il suo rappresentante legale. AMPM è una ONG che si pone come obbiettivo lo sviluppo e la divulgazione delle tecniche di prevenzione di malattie “da guerra”, per permettere alla popolazione di mantersi in salute. Le malattie più contratte sono quelle che si diffondono sessualmente, ma anche normali traumatismi e violenze psicologiche. I giovani che sono stati aggrediti, abusati o torturati sono coloro che ne soffrono maggiormente. Inoltre, la mancanza di un’educazione sanitaria e delle infrastrutture minime per garantire un livello di igiene sufficiente, contribuiscono a peggiorare il quadro complessivo. In particolare, i bambini sono spesso malnutriti e deboli. Per questo motivo è importante lavorare anche sul loro entusiasmo. Loro sono molto contenti di imparare e la psicoterapia li aiuta a essere ben preparati ai cambiamenti quotidiani che devono affrontare, oltre che a essere sostenuti e aiutati a trovare momenti di gioia. Tutto questo fa parte dell’azione di AMPM.  

6. Il ruolo di Magic Amor per la protezione della popolazione congolese

Sia Simameni Africa che AMPM sono associazioni con cui Magic Amor dialoga, nell’ottica di contribuire alla protezione della popolazione congolese dell’Est in modo concreto. Numerosi orfani Magic Amor, tra cui vi sono diversi bambini che vengono dalle regioni afflitte dalla guerra, sono stati salvati grazie all’accoglienza presso la Maison des Enfants San Marcello.

Insegnante Magic Amor al centro polivalente

Insegnante Magic Amor al centro polivalente

 

Grace Mansita, volontario presso il centro polivalente di Kimbuta, ci tiene a dire che sia proprio per questo engagement sociale caratterizzante le sue attività che lui ama Magic Amor.

La forza dell’azione di Magic Amor risiede proprio nella sua capacità di rendere felici tanti bambini. Gli insegnamenti che ricevono attraverso la scuola Rocco Campagna sono l’amore per il prossimo, l’empatia e la comprensione; doti fondamentali per coltivare la pace al posto della guerra.  Grazie a ciò che hanno imparato e al loro spirito gioioso, gli orfani della Maison Des Enfants potranno, una volta terminato il loro percorso formativo, ricoprire ruoli importanti nella società della RDC, contribuendo a promuovere una RDC più stabile e pacifica, scopri come.

Nicola Ragazzi

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